Arrivato il tempo di discutere sulla legittimità delle intercettazioni tra Saccà e Berlusconi.
Io non sono d’accordo con la volontà di questo Governo che vorrebbe limitare le intercettazioni ai casi di terrorismo e criminalità. Come ritenere per esempio un politico senza scrupoli e corrotto se non un criminale ?
Solo le intercettazioni possono confermare se una persona apparentemente per bene è un criminale. O forse Berlusconi vorrebbe continuare ad emanare leggi ad personam?
Io ritengo le intercettazioni necessarie per bloccare ogni tipo di attività illecita.
Come può questo governo dimenticare l’utilità delle intercettazioni nelle ipotesi di reati come omicidi, sequestri, pedofilia, usura, criminalità economica, corruzione, concussione, riciclaggio di denaro sporco ecc.. ?
Tuttavia la materia delle intercettazioni è effettivamente molto più complessa di quanto appare. Per esempio ci sono gli alti costi (milioni e milioni di euro) per il solo “noleggio” delle attrezzature al quale io sono contrario dal momento che con i soldi spesi si possono tranquillamente acquistare.
Un altro aspetto non di poco conto sono la diffusione delle intercettazioni telefoniche.
Bene io sono nettamente contrario alla loro pubblicazione anche parziale in quanto la trascrizione delle intercettazioni deve rimanere agli atti (interni) di un fascicolo con accesso alle sole parti in causa. Non solo le trascrizioni dovrebbero limitarsi ai fatti per cui si indaga. Quindi ciò che non è utile per il processo deve rimanere nelle bobine e non trascritto.
Io credo poi che le intercettazioni o trascrizioni non possono mettersi io credo sullo stesso piano di una sentenza che è invece pubblica.
Infatti, io ritengo che un conto è la cronaca ed un altro conto è trascrivere e diffondere fedelmente le trascrizioni. I giornalistici non me ne vogliano, ma credo che il diritto all’informazione non possa prevalere in questi casi sul diritto alla privacy e alla dignità delle parti in causa.
Per cui se la parte interessata non dà alcun consenso scritto alla loro diffusione ritengo che non possano essere né pubblicate né diffuse.
Quindi sulla loro diffusione io dico no salvo non vi sia il consenso scritto delle parti interessate. E dico no anche alla diffusione delle stesse da parte della magistratura in mancanza appunto di un consenso scritto che è già previsto tra l’altro dalla legge sulla privacy di tutte le parti interessate.
Tra l’altro per i curiosi di sapere e per chi fa gossip è sufficiente recarsi di persona in udienza, quando è pubblica, per ascoltare o conoscere il contenuto delle intercettazioni. Fermo restando che tutto debba rimanere nell’ambito processuale cioè il divieto di divulgazione attraverso i mezzi di diffusione.
Quindi io dico che il diritto di informazione si debba limitare ai fatti sostanziali di cronaca e non eccedere oltre. In Italia vi è già una legge molto chiara in merito quindi senza un consenso scritto delle parti interessate divieto assoluto per tutti di pubblicazione e/o diffusione. Pena la richiesta di risarcimento dei danni come già previsto dal codice sulla privacy.
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